Menu
www.davideberto.it2021-10-19
  • > Per accedere alla versione ottimizzata della Newsletter, direttamente all'interno del sito, clicca qui:
    https://www.davideberto.it/it/newsletter/grid/321

    "Puoi rimandare, ma il tempo non lo farà, e il tempo perso non potrà più essere recuperato".
    In questa frase Benjamin Franklin, scienziato e politico annoverato tra i padri fondatori degli Stati Uniti d'America, riassume un concetto fondamentale: il tempo è una materia prima soggetta a scarsità.
    Si deteriora velocemente, ed è quindi importante non rimandare a domani ciò che potrebbe essere fatto, o per lo meno iniziato, oggi.

    Il pensare al futuro è la base dell'industria del risparmio.
    Chi investe lo fa per poter aumentare la sua qualità di vita e raggiungere degli obiettivi, siano essi personali, familiari o legati a un'attività imprenditoriale.
    E sebbene non sia mai troppo tardi per farlo, in questo frangente è il caso di sottolineare, al contrario, come non sia mai troppo presto per iniziare a pianificare il proprio futuro.
    Soprattutto sotto l'ambito finanziario.

    Buona lettura!
  • 1 - PRUDENZA O IMPRUDENZA?

    Secondo un'indagine fresca di pubblicazione, il Covid-19 ha accentuato l'avversione al rischio degli investitori.
    Emerge, in particolare, che gli europei risultano più prudenti di americani e asiatici.
    Gli italiani sono i più prudenti tra gli europei.
    Nel vecchio continente, il 38% si reputa più contrario al rischio rispetto a prima della pandemia.
    In Italia questa percentuale è pari addirittura al 52%, fino ad arrivare al 67% tra i Millennials (nati tra il 1981 e il 2000).

    Assieme all'attenzione per i temi della sostenibilità e dell'inclusione, la salvaguardia del capitale è la priorità per il 48% degli intervistati.
    E' una cosa in cui mi imbatto anch'io nello svolgere il mio lavoro, soprattutto nel corso dei primi incontri con dei potenziali nuovi clienti.
    Non c'è pertanto una novità o una sorpresa in questi dati.
    Il problema non è tanto nel cosa gli investitori desiderano, ma è nel come intendono raggiungere ciò che desiderano.

    Con l'inflazione che è tornata a palesarsi, con il mercato obbligazionario povero di opportunità significative, con il mondo intero in verosimile uscita da una massacrante pandemia, il problema è esattamente questo: capire come raggiungere questo desiderio di prudenza e conservazione.
    A chi mette la salvaguardia del patrimonio come primo e rispettabilissimo obiettivo, va spiegato e ribadito un concetto molto semplice: oggi la prudenza passa dal fare ciò che è sempre stato sinonimo di imprudenza.
    Allo stesso modo, è nel fare ciò che è sempre stato considerato prudente che si nasconde la vera imprudenza.

    La prudenza oggi non passa certo dalle abitudini di investimento degli ultimi decenni.
    Non passa (e non passerà forse più in futuro...) dal cash, dai Btp rappresentativi del debito patriottico e dai libretti postali.
    Tutte queste "soluzioni" garantiscono oggi una sola cosa: quella di mancare l'obiettivo di conservazione reale (al netto dell'inflazione) del proprio patrimonio.
    Al contrario, la prudenza passa da una considerazione semplice, addirittura banale, eppure così lontana dall'essere metabolizzata: l'assenza di una strutturale, pianificata, diversificata e ragionata quota di investimento azionario, preclude in futuro ogni possibilità di salvaguardare il patrimonio.
    Quanto poi metterne in portafoglio è un altro discorso, e va discusso di caso in caso.
    Ma non mettercene affatto è oggi la più grande dimostrazione di imprudenza possibile.
    Ricordalo!
  • 2 - RICORDI IL FILM SPEED DEL 1994?

    Anche se sono trascorsi ormai più di vent'anni, ricordo ancora bene le prime lezioni di scuola guida.
    Uno dei principali messaggi del corso era quello che quando si è alla guida non bisogna soltanto osservare i limiti di velocità, ma anche le condizioni circostanti.
    Solo perché puoi guidare a 50 km/h, non significa che dovresti farlo.
    Trovo che questi insegnamenti abbiamo dei punti in comune con il mondo degli investimenti: è necessario guardare alle valutazioni, ma anche al contesto che ti circonda.
    Al momento, le valutazioni sul fronte azionario indicano che è il momento di rallentare sui mercati, tuttavia non è possibile togliere del tutto il piede dall'acceleratore, vista la scarsità di opzioni più difensive.

    È una situazione che mi ricorda il film Speed, campione d'incassi nel 1994.
    Per chi non lo conoscesse, in Speed, Keanu Reeves e Sandra Bullock viaggiano in un autobus che deve mantenersi sopra le 50 miglia all'ora.
    Se il tachimetro scende sotto questo livello, l'autobus esplode.
    Sebbene gli investitori non si trovino in una situazione così estrema, coloro che guidano con eccessiva cautela potrebbero figurativamente dare fuoco ai loro potenziali rendimenti.

    Non si può negare che i mercati azionari siano costosi, ma è anche chiaro che non ci sono molti asset difensivi verso cui dirigersi.
    Il cash ha rendimenti a zero, mentre molti titoli di stato hanno rendimenti addirittura negativi, e i giorni in cui si otteneva il 5% dai Treasury USA o dai Gilt britannici sembrano un lontano ricordo.
    Inoltre, solo perché le valutazioni di mercato sono (in generale ma non certo ovunque) costose, non significa che non possano continuare a salire.
    Cercare di prevedere quando il mercato raggiungerà il picco non solo è impossibile, ma può essere anche molto costoso.
    Potrebbe non essere questo il momento giusto per vendere le azioni, ma è probabilmente quello adatto per frenare un pò l'entusiasmo.

    Per continuare con l'analogia della guida, in questo momento ci troviamo fuori dall'autostrada e probabilmente è necessario un guidatore esperto.
    Piuttosto che focalizzarsi esclusivamente sulle azioni, potrebbe essere necessario un approccio più flessibile e dinamico, oserei dire un approccio multi-asset.
    Il vantaggio di un approccio simile è la capacità di rispondere rapidamente e tatticamente al cambiamento delle circostanze.
    Se le obbligazioni dovessero entrare in una fase di sell-off (fase di vendita), per esempio, potrebbero improvvisamente emergere opportunità interessanti, o se ci fossero improvvisamente notizie negative sul fronte Covid, potrebbe essere necessario agire rapidamente.

    Non abbiamo una sfera di cristallo per prevedere cosa ci aspetta dietro l'angolo, ma come investitori occorre certamente valutare la gamma di probabilità.
    Ed è chiaro che c'è stato uno spostamento nella bilancia delle probabilità rispetto a quando le notizie positive sui vaccini sono emerse a Novembre.
    Da allora, sia l'indice MSCI World (paniere dell'azionario globale) che l'S&P 500 (paniere dell'azionario USA) sono saliti del 20% circa.
    Quindi il potenziale di rialzo restante si è probabilmente ridotto, mentre è cresciuto il potenziale di ribasso.
    Le probabilità non sono così attraenti in questo momento, ma è troppo presto per essere eccessivamente difensivi.
    Non c'è nessuna recessione all'orizzonte: è quindi necessario restare investiti e non optare per la liquidità.
    I trade legati al tema delle riaperture si sono ormai ampiamente esauriti e i mercati sono diventati più differenziati.
    E' ritornata inoltre la volatilità, a dimostrazione del fatto che l'attuale ciclo sta diventando lungo.

    In un momento simile, piuttosto che prendere misure drastiche come hanno fatto Keanu Reeves e Sandra Bullock in Speed, è allora meglio guidare semplicemente con più attenzione.
    Tutto questo può allora tradursi nella buona Consulenza di un bravo Consulente Finanziario.
  • 3 - STORIA DI UN LUNGO AMORE

    Ancora oggi per molte persone investire in Borsa equivale un pò a scommettere.
    Non voglio riprendere delle argomentazioni che, ancora una volta, dimostrerebbero l'inconsistenza di questo modo di pensare, ma voglio piuttosto farti un esempio molto semplice e concreto di cosa significhi realmente fare una scommessa.

    Molte persone che in Borsa non investirebbero un €, tenderebbero al contrario a fare un all-in immobiliare dei propri risparmi, anche magari per il futuro dei figli.
    Si sa, quella tra gli italiani e gli immobili è la storia di un lungo amore.
    Le abitazioni hanno sempre costituito la principale forma di investimento delle famiglie e, con un valore di 5.246 miliardi di €, ancora rappresentano la metà della loro ricchezza lorda.
    Per molte famiglie italiane, l'abitazione è la principale forma di investimento, e le attività immobiliari hanno avuto storicamente sempre un peso maggiore rispetto alle attività finanziarie.
    Se esiste la figura del Consulente Finanziario, non esiste però quella del Consulente Immobiliare!
    C'è un mercato di oltre 5.000 miliardi privo di consulenza, all'interno del quale si tende a "far da se" senza un'ottica di pianificazione, sebbene l'immobiliare sia stato per molto tempo l'unico strumento di investimento di lungo periodo.
    Ma questo è un altro discorso, andiamo oltre...

    Spesso, forse ancor di più nel Sud Italia, i genitori tendono a metter su casa per i loro figli, senza chiedersi:
    - se i figli metteranno su famiglia;
    - se lo faranno nel paese in cui sono cresciuti e in cui la dimora è stata eretta;
    - se la casa un domani sarà di loro gradimento;
    - se potranno permettersi di mantenere 200/250 mq di abitazione;
    - varie ed eventuali nel periodo che intercorre da quando il progetto immobiliare prende vita, a quando viene concluso (ammesso anche che venga concluso...).
    A volte ci si indebita pure, e non poco, per tutto questo.

    Intendiamoci, quello dei genitori verso i figli è un gesto d'amore.
    Hanno tutte le migliori intenzioni, ma quel gesto d'amore rischia di diventare un azzardo molto maggiore di ciò che riconoscono come tale, altrove (in Borsa).
    Rischia di essere una scommessa scambiata per certezza.
    Un enorme condizionamento nel futuro di chi più amano.
    E' una cosa che mi ha sempre fatto pensare, e che non vedo cambiare molto con il passare degli anni.
    Nel frattempo, la vita dei giovani è completamente cambiata, portandoli spesso a costruirsi un futuro lontano dalla loro terra natia.
    E quando questo accade, o quando semplicemente i figli prendono strade diverse da quelle preventivate, quell'investimento sicuro diventa un problema ancora più sicuro, perchè non è così facile rendere liquido un investimento immobiliare e non è nemmeno facile evitare di perdere valore. 

    Soldi in Borsa?
    Mai!
    Non posso permettermi di perderli!...

    E' vero, non potresti permettertelo.
    Eppure, con certi investimenti (immobiliari), ne hai persi molti di più di quello che vuoi ammettere.
    Senza possibilità alcuna di riprenderli indietro.
    Ma si sa, all'amore non si comanda...
  • 4 - L'OTTIMISMO INGIUSTIFICATO DEGLI ITALIANI SULLE PENSIONI

    Quando gli italiani sono chiamati a pensare alla futura pensione, emerge un forte scollamento tra desideri e realtà, sia parlando del 'quando', sia del 'quanto'. 
    Solo metà degli intervistati, in un sondaggio promosso da Moneyfarm, riesce a prevedere realisticamente a quale età potrà andare in pensione.
    Questa visione idilliaca non è prerogativa solo dei giovani, ma anche gli ultra 50enni sono ammalati di "presentismo", lasciando, purtroppo, poco spazio alla pianificazione.
    Molto spesso il futuro non è ben tenuto in considerazione nelle scelte di investimento, in particolare quando si parla di pensione.

    IL 'QUANDO'
    Serpeggia un ottimismo ingiustificato sull'età attesa per la pensione: i ventenni indicano i 55 anni, i trentenni poco sotto i 60 anni.
    Come accennavo all'inizio, solo la metà di chi ha risposto al sondaggio ha dichiarato di sapere realmente quando andrà in pensione.
    Questa consapevolezza aumenta con l'aumentare dell'età, col 65% degli ultra 50enni che si dichiara consapevole.
    Il rovescio della medaglia di questo dato, riguarda però il fatto che oltre 1/3 di chi è in questa fascia di età non si è occupato di informarsi sul tema che lo riguarderà nell'arco di pochi anni. 
    Secondo la ricerca, il 32% delle persone dovrà lavorare fino a 5 anni in più rispetto alle proprie attese, il 26% tra i 6 e i 10 anni in più, e il 17% addirittura 10 anni in più!

    IL 'QUANTO'
    Alla domanda "con quanto vorresti vivere al mese, una volta in pensione?" 3 persone su 10 ammettono di non averci mai pensato, incluso chi è più prossimo al traguardo.
    Il 93% degli intervistati immagina una pensione in linea, se non addirittura superiore, all'attuale stipendio. Questa prospettiva è però assolutamente irrealistica, visto che il tasso di sostituzione (cioè la percentuale dell'ultimo stipendio coperta da pensione pubblica) è inferiore al 60% per i 60enni di oggi e al 54% per le donne della stessa età.
    Tale percentuale scende ulteriormente per i più giovani.

    La mancanza di cognizione realistica su modi e tempi della pensione porta le persone a fare scelte sbagliate, basate su proiezioni irrealizzabili.
    Prova ne è il deludente tasso di adesione alle forme di previdenza integrativa
    Sicuramente la pandemia non ha aiutato.
    Nel 2020, infatti, la crescita delle adesioni alle forme pensionistiche complementari è stata inferiore agli anni precedenti, pari solo al +2,6%.
    Ma in Italia il problema è purtroppo annoso, e radicato nella mentalità di una popolazione che vive, per lo più, da cicala, senza curarsi del futuro che arriva sempre troppo presto.
    Ma sarà tardi, a una certa età, piangere sul latte versato ... o meglio, sul fondo pensione non aperto, o aperto troppo tardi.

    Non è mai troppo presto, invece, mettere al sicuro il proprio futuro.
    Come ben sai, da sempre tengo molto al tema della previdenza integrativa, ritenendola alla base nella logica di una corretta pianificazione finanziaria.
    Ho a disposizione anche la costruzione di un report personalizzato, denominato RAP Previdenziale, che sa dirti, sulla base dei tuoi contributi in essere, quando potrai andare in pensione e con che importo in proiezione.
    E' veramente un'ottimo strumento, e sarò ben felice di metterlo a tua disposizione senza alcun impegno.
    Contattami allora per ottenere il tuo RAP personalizzato!
  • 5 - DALLA TULIPOMANIA ALLE DOT.COM: LE BOLLE AZIONARIE

    Quali sono le fasi che portano alla crescente domanda di un prodotto, che ne fa conseguentemente impennare i prezzi, finendo poi spesso a generare ingenti perdite finanziarie?
    Vediamole assieme.

    Di bolla azionaria o speculativa si parla in fasi particolari di mercato in cui si assiste a un aumento considerevole dei prezzi di un bene, reputato innovativo o profittevole, che ne comporta l'impennata della domanda in un breve lasso di tempo.
    Quando l'aumento estremo dei prezzi di quel bene sul mercato è ingiustificato, potremmo trovarci appunto di fronte a una bolla speculativa.
    Quella finanziaria è la tipologia prevalente di bolla.
    Ma ci possono essere anche altre categorie di bolle, come ad esempio quelle immobiliari.

    COME NASCE UNA BOLLA SPECULATIVA E DA COS'E' CAUSATA
    Le bolle sono scatenate dall'incremento della richiesta di un bene, nel momento in cui si diffonde l'opinione che rappresenterà una buona occasione per trarre profitto.
    Questa domanda, sempre più elevata dei consumatori, scatena l'aumento del prezzo del bene.
    Più si è convinti che dietro a tutto questo ci possano essere delle congrue possibilità di guadagno, più le persone saranno disposte a comprare quel bene.
    Più che a quella razionale, le bolle sono sempre molto legate alla componente psicologica.

    LO SCOPPIO
    Ci si trova davanti allo scoppio della bolla, nel momento in cui l'euforia nei confronti di un determinato bene si esaurisce.
    Questo non deriva solamente dalla ridimensionata fiducia nei confronti del bene, ma anche dal prezzo ormai eccessivo che rende sempre più difficile acquistare quello stesso bene. 
    Oppure, può essere anche causato dalla decisione di fare profitto sui titoli o sui beni acquistati in precedenza, vendendoli.

    La bolla delle Dot.com, scoppiata a metà anni Novanta e legata alla scoperta delle nuove tecnologie informatiche, è un chiaro esempio di tutto questo.
    Questa crisi si è sviluppata attraverso la classica sequenza:

    1 - estrema fiducia degli investitori nelle potenzialità di un prodotto/azienda
    2 - crescita rapida del prezzo
    3 - evento che fa vacillare le aspettative legate a importanti guadagni
    4 - uscita dall'investimento con elevati flussi di vendite conseguenti
    5 - crollo finale del prezzo del prodotto/azienda

    Questa stessa sequenza di eventi si è osservata in passato in occasione del boom delle ferrovie (1840), per le automobili e le radio (1920), per i transistor elettronici (1950), e per i computer e le biotecnologie (1980).
    Una delle bolle speculative più note della storia, è stata quella dei tulipani: la cosiddetta "tulipomania".
    Nella prima metà del Seicento, in Olanda, il prezzo dei tulipani crebbe fino a toccare livelli altissimi e assurdi, il tutto a causa della speculazione messa in atto sui tulipani futuri.
    Questo fiore, tipico dei Paesi Bassi, diventò oggetto di sfida tra i nobili, disposti a pagare prezzi folli pur di possederlo.
    Anche in questo caso lo schema si ripetè, con centinaia di investitori olandesi che caddero conseguentemente in rovina.

    Nel momento in cui si verifica la fase discendente, infatti, i prezzi crollano e tornano ai livelli precedenti la bolla, con conseguenze disastrose per coloro che avevano incautamente acquistato grandi quantità di quel bene a prezzi ben maggiori.
    Ecco quindi che una corretta diversificazione degli asset su cui investire, permette di evitare certe trappole finanziarie che possono costare davvero molto caro.

    Un esempio per concludere?
    Il titolo Tiscali fu quotato il 27 Ottobre del 1999 a 46€ per azione, e toccò il suo massimo nel Marzo del 2000 arrivando a 1197€ (+ 2500% in soli 5 mesi!).
    All'epoca, la capitalizzazione di Tiscali superò addirittura quella di Fiat, e la Sardegna veniva descritta come la nuova Silicon Valley italiana...
    Molti, in preda all'euforia collettiva, salirono sul carro che andava di moda, forti di ottime previsioni di sviluppo per l'azienda, contribuendo a gonfiare il prezzo del titolo.
    Ma veramente in pochi vendettero sul picco massimo, ebbri di gioia per quel boom che pensavano fosse infinito.
    Il gruppo sardo che doveva rivoluzionare l'economia e la società, non riuscì mai a raggiungere un utile di esercizio...
    Non appena uscirono i dati di bilancio, le quotazioni vennero drasticamente ridimensionate  per scatenare così un effetto panico che fece crollare il titolo a livelli sempre più bassi.
    La gran parte degli investitori rimase però ferma, confidando che si trattasse solamente di uno storno temporaneo.
    Dopo mesi di lateralizzazione, con dei tentativi di ripresa, e con altre discese, a Settembre 2004 Tiscali quotava poco più di 2 € ad azione.
    Un prezzo che, paragonato al massimo storico, significava una perdita del 98%.
    Pensa che oggi il titolo vale meno di 2 centesimi di €...
  • 6 - LA STORIA RECENTE DI AIGIS BANCA

    Domenica 23 Maggio, a sorpresa, Banca d'Italia ha chiesto la liquidazione amministrativa coatta (in altre parole, il fallimento) di Aigis Banca, un piccolo e poco conosciuto istituto di credito milanese che aveva l'ambizione di rilanciarsi nell'ambito fintech (settore che unisce la finanza alla tecnologia).
    Attività e passività di questa piccola banca sono state svendute a Banca Ifis, con l'intervento del Fondo Interbancario per la tutela e protezione dei depositi.

    L'istituto, che a fine Dicembre 2020 dichiarava oltre 15 mila clienti (di cui ben 10 mila in Germania), e liquidità in conti e depositi per 44 milioni di €, è stato travolto da una nuova versione della stessa famigerata tecnica che una quindicina di anni fa, con le obbligazioni tossiche legate ai mutui subprime, ha messo in ginocchio l'intero sistema (non solo) finanziario globale.
    In questo caso, Aigis Banca aveva comprato dei titoli garantiti da crediti di un gruppo metallurgico collegato a un importante uomo d'affari indiano con passaporto britannico.
    Quei crediti si sono poi rivelati di difficile, se non impossibile, riscossione.
    Il Fondo Interbancario è allora intervenuto a tutela dei correntisti, staccando un assegno a copertura di 49 milioni di €.

    Come tutte le brutte storie, quella di Aigis Banca probabilmente non è ancora finita, ma qualche lezione già può essere tratta:

    - Non è sufficiente essere piccoli per stare alla larga da prodotti finanziari pericolosi, specie quando si palesano come innovativi e promettono grandi guadagni in modo facile.

    - Chi offre tassi di interesse sui depositi superiori al tasso free risk, oggi pari a zero, lo fa per forza di cose con un rischio ben superiore.
    Un rischio che il normale risparmiatore non può comprendere e capire.
    E quando il rischio si manifesta ... sono molto spesso dolori.

    - Quando, come in questo caso, salta una banca, il rischio viene trasferito allo Stato (e a noi contribuenti) dal Fondo Interbancario, che va a rimborsare i correntisti sotto i 100.000 €.
    Anche i 10.000 correntisti tedeschi, che avevano aperto il conto con Aigis Banca perché da loro i tassi d'interesse sono ancora più bassi che da noi, sono stati rimborsati dal nostro Stato. 

    Ecco che allora il consiglio rimane sempre lo stesso: massima attenzione a dove si mette il proprio risparmio!
  • 7 - L'ULTIMA FRONTIERA DEGLI INVESTIMENTI

    In Borsa va di moda lo spazio ...
    Nei giorni scorsi è arrivato anche in Italia il primo ETF legato ai titoli che fanno business nella ricerca legata al cosmo.
    Il "clone" tematico prende il nome in Europa di Procure Space ETF, mentre il suo ticker (abbreviazione che lo identifica) è Yoda, un nome familiare agli amanti di Guerre Stellari.
    La stessa azienda che lo gestisce, ha uno strumento di investimento gemello negli USA, con ticker Ufo.

    Ma dove investe questo ETF?
    Che titoli ci sono all'interno del suo paniere?
    Sappiamo che gli ETF replicano pari-pari un indice di riferimento, che in questo caso è lo Space Index, ideato per catturare la crescita dell'industria spaziale con un'attenzione particolare alle aziende che operano esclusivamente nel settore e rispecchiano l'esposizione globale del mercato, con la presenza di oltre 80 paesi che lavorano su questo fronte.
    La space economy trae linfa sia dagli investimenti messi in campo dai governi (ultima la Cina con ambiziosi progetti di esplorazione), sia dai privati (come nel caso di Elon Musk per la prima missione spaziale di civili).

    In questo segmento di investimento non bisogna dimenticare il peso rilevante di tutto quello che ruota attorno ai satelliti e al mondo dei sistemi Gps.
    Nell'indice sono oggi raggruppate circa 30 aziende che operano nelle telecomunicazioni via satellite; nella trasmissione di contenuti televisivi o radiofonici via satellite; nella produzione, collocazione, messa in opera e manutenzione di razzi e satelliti stessi; nella produzione di equipaggiamento usato nei sistemi satellitari; nella tecnologia e nell'hardware spaziale; nelle immagini basate sullo spazio e nei servizi di intelligence.
    L'ETF investirà in aziende in grado di generare almeno il 20% del loro fatturato totale da attività legate allo spazio, o in aziende il cui fatturato dei prodotti o servizi spaziali supera la soglia dei 500 milioni di $ annui.

    Aprendo una parentesi proprio sui satelliti, occorre pensare che questo business sarà sempre più centrale in un mondo dove le informazioni dovranno correre sempre più veloci.
    Oggi ci sono quasi 9.000 satelliti in orbita, ma nei prossimi anni si stima ne verranno lanciati 25.000.
    Sempre più aziende si stanno avvicinando a questo settore.
    La stessa Amazon è da tempo entrata in questo mercato, così come Elon Musk e Richard Branson di Virgin.
    Complessivamente è plausibile che l'intera economia legata allo spazio possa arrivare a valere, nei prossimi 20 anni, fino a 2.700 miliardi di $.

    Vuoi conoscere qualche nome di aziende sottostanti a questo ETF?
    I principali titoli per peso sono Trimble Inc., Gamin Ltd, DISH Network Corp, Eutelsat Communications e SKY Percet JSAT Holdings Inc.
    Ma l'indice farà posto anche ad aziende operanti nel turismo e nell'accoglienza spaziale.
    Il 71% di queste società è quotato negli Stati Uniti.

    Anche in questo caso, sebbene il settore sia certamente affascinante e di interessante prospettiva futura, si prega di evitare il fai da te!
  • In queste settimane sto leggendo uno splendido libro che mi è stato regalato da un caro amico (e cliente) che ringrazio tantissimo.
    Il suo titolo è La Psicologia dei Soldi, lezioni senza tempo sulla ricchezza, l'avidità e la felicità.
    Se vorrai leggerlo anche tu, sarei davvero ben contento di potertelo regalare.
    Fammi sapere!

    Ti auguro un sereno fine settimana.
    Un caro saluto,

    Davide