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www.davideberto.it2021-06-24
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    TALI PADRI, TALI FIGLI.
    Secondo un'indagine uscita pochi giorni fa ("Il segmento giovani: capacità di risparmio, strumenti di pagamento e prodotti di investimento") il conto corrente è lo strumento di accumulazione preferito dei risparmi per il 69% degli under 34.
    Un pò come i genitori, quindi, anche i più giovani sembrano dimostrare di essere dei buoni risparmiatori, ma investitori...così così...
    Non spendono tutto ciò che guadagnano (al contrario di quanto spesso si dice), ma considerano il conto corrente la soluzione naturale per accrescere il loro patrimonio.

    Personalmente, nulla contro il cash.
    Ho sempre pensato e detto che davvero si tratta della miglior scelta possibile se quel denaro dev'essere speso, per qualsiasi motivo, in tempi brevi.
    Investire somme di denaro per qualche mese, nella speranza di concretizzare performance che per definizione trovano ragione di esistere su orizzonti temporali differenti, è un azzardo che nulla ha a che fare con la Consulenza Finanziaria.
    Detto e ricordato questo, si tratta di capire se tutti i giovani polverizzano fino all'ultimo cent entro breve tempo, o se, piuttosto, anche una piccola parte va davvero a costruire patrimonio futuro.
    Se così fosse, con la stessa convinzione ribadisco che la scelta del cash è la peggiore possibile.

    Per chi ha tempo e inizia ad individuare esigenze differite e a lunga scadenza, che richiedono di essere pianificate, non esiste un buon motivo che giustifichi questo comportamento.
    Comprenderlo allora in tempo fa un'enorme differenza.

    Ti auguro una piacevole lettura!
  • 1 - COME PASSA (E CAMBIA) IL TEMPO

    Nello svolgere il mio lavoro, la mia Professione, sempre mi metto nei panni dei clienti, dei risparmiatori, che oggi devono muoversi tra tassi a zero, criptovalute e algoritmi finanziari.
    La rivoluzione tecnologica in corso sta cambiando il modo di vivere e di risparmiare delle famiglie italiane.

    Sono entrato in banca poco dopo lo scoppio della Bolla Internet, quando ancora si doveva andare allo sportello per fare un semplice bonifico o incassare un assegno.
    In Borsa Amazon valeva poco più di 14 $, mentre oggi ne vale più di 3.300.
    Allora i BTP decennali rendevano quasi il 5%, mentre ora sono allo 0,7% e non coprono neanche dall'inflazione.
    La tribù dei Bot people è pressoché scomparsa.
    Oggi l'industria finanziaria guarda molto alla nuova generazione dei Millennials, stregata dalla tecnologia e desiderosa di investire in titoli di aziende che si curano della sostenibilità del pianeta.
    Ma la vera sfida si gioca forse sulle generazioni ancora più giovani, che in maniera precoce si stanno approcciando al mondo degli investimenti, purtroppo come in una sorta di videogame.
    Una generazione che forse non saprà mai che cos'è uno sportello bancario, da lì sono partito nella mia carriera, ma che sottoscrive online o tramite app le carte di credito, i conti correnti e i prodotti finanziari più immediati e (si spera) vantaggiosi.

    L'attuale situazione economica e finanziaria, che sta portando l'asticella del rischio nei portafogli ad alzarsi a fronte del crollo verticale dei rendimenti, sta spingendo molte famiglie a lasciare sempre più risparmi sul conto corrente, senza saper bene come e dove investirli.
    Ormai ci sono 1.750 miliardi di € depositati nelle banche italiane, pari a poco più del Pil 2020 del nostro Paese.
    In tema di risparmio, l'unica cosa che accomuna, vent'anni fa come oggi, nonni, genitori e figli, è spesso la scarsa cultura finanziaria.
    Manca educazione negli investimenti!
    Su questo l'Italia è agli ultimi posti tra i Paesi Ocse.

    E' sempre più importante allora la figura di una bussola.
    Indispensabile oggi per tutelare e gestire al meglio i risparmi.
    Ecco come mi piacerebbe essere visto da fuori, nello svolgere il mio lavoro.
    Proprio come una bussola, utile a mantenere la rotta necessaria per arrivare a raggiungere gli obiettivi.
    Davide bussola, allora.
    Io ci sono!
  • 2 - UNA POSSIBILE SOLUZIONE: I PAC

    Nella precedente 7Nin7M di Venerdì 2 Aprile, ho voluto spiegarti quali siano i fattori che non consentono alle persone di investire bene, cioè in maniera pienamente consapevole e con il corretto orizzonte temporale.
    Ti ho parlato allora del fatto che molte persone, molte famiglie, hanno contenute disponibilità finanziarie, ti ho parlato della naturale volatilità dei mercati, dell'emotività, della tentazione di fare market timing, e della poca confidenza con i mercati finanziari.

    Eppure c'è un modo molto semplice ed automatico per sopperire a tutto ciò, che consente di "mandare a lavorare" il nostro risparmio e non di lavorare sempre e solo noi per il risparmio stesso.
    La possibile soluzione è allora nei PAC (o Piani di Accumulo del Capitale).
    Una strategia che consente di pianificare per obiettivi, con l'aiuto del tempo.
    Una validissima alternativa per passare dall'essere investitore "per caso" ad investire, invece, consapevolmente.

    Il PAC è accessibile a tutti.
    Per attivare un PAC non servono infatti grosse disponibilità finanziarie.
    Si può partire versando una piccola somma, agganciando poi un Rid al proprio conto corrente in grado di trasferire l'importo stabilito in partenza verso il mercato finanziario scelto, in maniera continua ed automatica su base mensile, bimestrale, o anche trimestrale, per poter così dare nel tempo una marcia in più al tuo risparmio.
    A prescindere dalle dimensioni dell'investimento, la regolarità dei risparmi automaticamente e periodicamente investiti ha il potere di generare rendimenti migliori nel lungo termine.

    Il tempo è il miglior alleato.
    Con il PAC è importante non perdere mai di vista la ragione per cui si investe, e operare possibilmente in un'ottica di lungo termine.
    Il tempo è l'alleato più prezioso della pianificazione finanziaria, e grazie al PAC aiuta a rendere realizzabile un obiettivo e a gestire la volatilità dell'investimento, riducendo l'impatto emotivo di un eventuale andamento negativo del mercato.
    Su base storica, tanto maggiore è la durata dell'investimento, tanto minore è la probabilità di registrare perdite, mentre aumenta di gran lunga la possibilità di ottenere dei buoni profitti.

    Questione di metodo.
    Attraverso un PAC, non si può correre il rischio di dimenticarsi di investire, perché questo avviene in maniera automatica e regolare.
    Tutto questo riduce al minimo l'impatto di scelte di investimento irrazionali guidate dall'ansia e dalle paure.

    L'importanza della mediazione.
    Quando si comprano abiti, mobili o qualunque altra cosa, si tende sempre ad acquistare in periodo di saldi, quando il prezzo è più conveniente, in modo tale da poter acquistare di più e meglio.
    Lo stesso principio deve valere anche per gli investimenti.
    Con i PAC comprerai più quote, più pezzi della soluzione di investimento sottoscritta, nelle fasi di ribasso dei mercati, e meno quote nelle fasi di rialzo.
    Così facendo, nel tempo, l'acquisto delle quote avverrà a un prezzo medio (mediazione del costo di entrata), consentendoti un'esperienza di investimento più tranquilla ed evitando così i rischi legati al market timing.

    La conoscenza dei mercati finanziari.
    Con l'aiuto del bravo Consulente, puoi certamente trovare una soluzione PAC in grado di adattarsi al tuo budget e ai tuoi obiettivi.
    Vari investimenti programmati consentono inoltre di allargare il portafoglio, diversificandolo in differenti categorie, aree geografiche, settori e classi di investimento.
    Anche nel corso di un PAC, il ruolo del Consulente è molto importante per raggiungere l'obiettivo prefissato.

    Nella mia prossima 7Nin7M risponderò, sempre relativamente ai PAC, alle domande più frequenti che mi sento fare da clienti o potenziali tali.
  • 3 - L'IMPATTO DEL COVID SULLA DEMOGRAFIA

    Possiamo dircelo francamente: già prima non eravamo messi granchè bene.
    Il Covid ha però indubbiamente impresso una netta accelerazione al declino demografico del nostro paese

    Dal 2015 in poi il saldo tra nuovi nati e decessi è sempre stato negativo, ma il 2020 ha toccato valori record: +17,6% di decessi rispetto al 2019, unito al -3,8% di nascite.
    Cifre che hanno portato a veder sparire, simbolicamente, tutti gli abitanti di una città grande come Firenze. 
    A fine anno sono infatti risultate 384.000 le persone in meno nel paese, un dato secondo solo a quello catastrofico del 1918, quando l'epidemia di Spagnola imperversava in un'Italia già duramente provata dalla guerra. 
    Nel corso del 2020 le morti sono state quasi 750.000, numero più alto mai registrato dal secondo dopoguerra, contemporaneamente le nascite hanno toccato un nuovo minimo storico dai tempi dell'unità d'Italia. 
    Un doppio record negativo che palesa il declino demografico italiano, non più supportato nemmeno dagli stranieri in arrivo, calati ben del 66%, con molte più cancellazioni all'anagrafe rispetto alle nuove iscrizioni.

    E' allora giunto il momento di chiedersi perché continuiamo ad affrontare questo grande tema con forte preoccupazione, solo quando vengono annualmente pubblicati i dati, salvo poi lasciarlo scivolare ai margini dell'azione politica e del dibattito pubblico, senza prevedere azioni strutturali ed incisive per un sostegno alla natalità, grande lacuna delle famiglie italiane. 
    E' infatti ampio il divario fra i figli desiderati e quelli messi al mondo nel nostro paese, naturale conseguenza della mancanza di una strategia ben articolata di risposta alla sfida demografica. 
    Unendo tutto ciò alla situazione di incertezza sul futuro, con le note difficoltà di accesso e permanenza nel mondo del lavoro, si ottiene il triste scenario di una popolazione che sembra ormai rassegnata a vivere in un Paese incapace di generare nuovo benessere e adeguato welfare pubblico
    Il peso che grava sulle nuove generazioni sarà sempre più accentuato, in una simbolica piramide rovesciata, dove il grosso della popolazione è anziana e sempre meno sono i lavoratori attivi, cioè coloro i quali rimpinguano le casse della previdenza pubblica, a cui attinge un numero di pensionati costantemente in crescita.
    I costi economici di questo scenario sono sempre meno sostenibili, tanto più in un paese come il nostro, con un enorme debito pubblico. 
    Come dicevo all'inizio, il Covid non ha certo aiutato, anzi, ha reso ancora più ripido il nostro cammino.
    Non voglio però guardare solo agli aspetti negativi: confidare in un futuro più roseo, e lavorare per ottenerlo, è nelle possibilità di ognuno di noi.
    Per portare il Paese verso un nuovo Rinascimento.
  • 4 - IL RIBASSO DI OGGI, IL PROFITTO DI DOMANI

    Vengono chiamati in vari modi: storni, ribassi, crolli, prese di profitto. 
    In comune hanno sempre il colore: rosso. 
    Un colore che nell'immaginario comune viene associato a cose poco piacevoli, come la penna delle maestre a scuola, i semafori che ci fermano quando abbiamo fretta, o la paura.
    Basterebbe però guardare questi accadimenti con un pò di razionalità e con una visione più ampia, per accorgersi che, nel tempo, i ribassi si rivelano quasi sempre come ottime opportunità di acquisto. 
    Nel lungo periodo, infatti, la tendenza dei mercati è quella di crescere, e questo si è sempre verificato da quando esistono report e analisi (quindi da oltre 130 anni!).

    Perché allora, molto spesso, gli investitori decidono piuttosto di vendere precipitosamente in certe fasi di mercato?
    La scelta più ponderata sarebbe invece quella di incrementare le proprie posizioni!
    Molto spesso, però, è l'emotività a farla da padrona, facendoci così perdere di vista gli obiettivi che ci siamo prefissati. 
    E' però irrealistico pensare che il mercato possa essere perennemente rialzista: noi lo immaginiamo sovente come una linea retta, mentre in realtà è costellato da continui saliscendi. 
    Gli storni esistono!
    Ma sono, in genere, di durata limitata nel tempo.
    Certamente imprevedibili, ma gestibili.
    E' quindi opportuno sfruttare a nostro vantaggio l'andamento dei mercati, senza farsi comandare dagli stessi. 

    Il tempo è sempre il più importante alleato, che consentirà di ottenere buoni rendimenti dagli investimenti.
    Lo stesso tempo che ci condanna inesorabilmente a perdere potere d'acquisto, se lasciamo i nostri risparmi a "sonnecchiare" nel conto corrente. 
    E' una perdita spesso non percepita: non calando il saldo del conto corrente, ci illudiamo di non rimetterci. 
    Nella realtà quello stesso saldo di conto ci consentirà, un domani, di poter acquistare sempre meno, o di dover spendere sempre di più per mantenere inalterato il nostro tenore di vita. 
     
    Come possiamo allora volgere a nostro favore i ciclici storni di mercato?
    Semplicemente sfruttandoli.
    Abbinando però a monte, un metodo, una strategia al nostro piano finanziario. 
    Non si può, in altre parole, acquistare e vendere a caso sull'onda del momento.
    Serve, come detto, una strategia di partenza che permetta di sapere, fin dall'inizio, che cosa andrà fatto quando i mercati si comporteranno in un certo modo, per poi farlo però. 
    Ad esempio, se hai avviato un PAC, quando i mercati scendono sarebbe utile e sicuramente profittevole nel tempo aumentare temporaneamente la rata che si va ad investire. 

    Non voglio, con questo, dire che sia facile!
    L'emotività è complicata da gestire, e sono qui proprio per supportarti in questo processo decisionale. 
    L'eterna lotta tra la logica degli obiettivi e l'emotività delle scelte può essere tenuta sotto controllo grazie alla presenza di un Consulente Finanziario informato e professionale, che comunica costantemente con i propri clienti e ne raccoglie sogni ed obiettivi, dubbi e timori.
  • 5 - QUANT'E' DIFFICILE A VOLTE DECIDERE ...

    Sai quante decisioni prendiamo ogni giorno?
    Oltre 35.000! 
    Come vestirsi, quale bicchiere o forchetta prendere, mangiare o meno quella brioche che ci fa l'occhiolino dal bancone del bar...
    Sono tante le scelte, spesso inconsapevoli, che ci aspettano quotidianamente. 
    Tutto ciò può portare ad un fenomeno che ha un nome preciso. 
    La "decision fatigue" o "fatica decisionale" è un processo di progressivo affaticamento che ci colpisce quando veniamo bombardati da troppe opzioni e possibilità.
    Il nostro cervello cerca allora di preservarsi, facendoci però a volte perdere il controllo e portandoci a decisioni d'impulso, spesso controproducenti, o addirittura a non-decisioni. 

    Sei però consapevole che anche non-decidere ... significa comunque decidere? 
    Fare come gli struzzi, o attendere che gli eventi avversi passino da sé, implica rimanere fermi in uno status quo che quasi sempre è deleterio, perché ci priva di nuove opportunità. 
    Conosco personalmente diverse persone che, dopo la crisi del 2008/2009, hanno lasciato i soldi in conto corrente in attesa che "tutto torni come prima". 
    Ma da allora il mondo degli investimenti è cambiato, i tassi d'interesse sono rimasti bassissimi o addirittura negativi, e chi sperava in un ritorno dei BOT, o dei succulenti conti deposito, è rimasto immobile, perdendo al contempo molte altre possibilità che i mercati hanno man mano presentato.
    Questo atteggiamento si chiama retrotopia, e porta con sé l'incapacità di guardare al futuro con fiducia, idealizzando il passato e trovandovi un effimero conforto. 
    Molto peggiore, e purtroppo molto diffusa in Italia, è invece la distopia, il porsi cioè con sospetto e negatività nei confronti di ciò che verrà, prevedendo situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali in chiave pessimistica.
    Il pensiero distopico ha pesanti ripercussioni sulla qualità di vita, perché appesantisce i pensieri e toglie stimoli e voglia di progettare.
    L'utopia è invece il crogiolarsi nel dolce pensiero di un futuro idilliaco, che è però irrealistico. 
    Diventa un modo per evitare di assumersi delle responsabilità nel presente, e quindi di decidere. 

    Come fare, allora, per non farsi intrappolare dai pensieri limitanti che ci accompagnano spesso inconsapevolmente? 
    In ambito finanziario il compito di un bravo Consulente è proprio quello di ridurre le scelte che si devono assumere, e di non lasciare i clienti soli nelle decisioni, evitando già in partenza proposte troppo rischiose o, al contrario, troppo immobiliste.
    Grazie alla conoscenza dei propri clienti, infatti, il Consulente riesce a confezionare soluzioni su misura, un pò come un abito sartoriale. 
    Non ci sono ricette universali da propinare a chiunque, ma per ogni persona, famiglia o azienda, si riservano proposte mirate e coerenti con i diversi obiettivi e necessità, presenti e future. 
    Se non sei ancora un mio cliente, sono ben volentieri a tua disposizione per farti conoscere il mio metodo di lavoro, e per alleggerirti dalla fatica decisionale nell'ambito della tua migliore e più corretta strategia di pianificazione finanziaria. 
  • 6 - MUTUO IN VISTA? ATTENZIONE A QUESTE VOCI DI COSTO!

    I guadagni delle banche nel settore dei Mutui, è stato eroso negli ultimi anni dall'ambiente dei tassi a zero, sviluppatosi per effetto delle politiche ultraespansive della BCE.
    Se a questa condizione di base aggiungiamo la sempre più accesa concorrenza che caratterizza il settore, con spread anche sotto l'1% per il tasso variabile e intorno allo 0,50% per i mutui a tasso fisso, allora emerge chiaramente che la redditività per le banche deve uscire da altre voci.
    Quali?

    Quello che si osserva da più parti, è che istruttoria e perizia, in alcuni casi un tempo offerte gratuitamente, ora vengono quasi sempre fatte pagare in corso di stipula.
    Anche gli istituti online, che ne avevano fatto un cavallo di battaglia, sempre più raramente offrono questi servizi senza caricare alcun costo al cliente.
    Il consiglio è quindi quello di andare a spulciare tra le offerte per trovare chi ancora offre questo vantaggio, che può diventare anche l'ago della bilancia per la scelta del mutuo, soprattutto per quelli con una durata di 10-20 anni.
    Tra spese di perizia e istruttoria, non è ormai raro ritrovarsi con un costo superiore ai 1.000 €, con una media generale che oscilla comunque intorno ai 400/500 €.
    Sul mercato ci sono anche offerte con costi di istruttoria di 1.260 € e di perizia di 300 €, che su una durata di 10 anni fanno lievitare il tasso annuo effettivo globale (comprensivo di tutto) in maniera importante.
    Queste voci di spesa sono ormai diventate indubbiamente più rotonde rispetto a qualche anno fa e incidono pesantemente.

    L'altra strada per ottimizzare la marginalità in un contesto di tassi a zero è quella del cross selling, che in tema di clientela legata ai mutui significa anche la distribuzione di un prodotto assicurativo.
    Un fenomeno da sempre al centro dell'attenzione delle autorità di vigilanza, con prodotti che possono arrivare a costare anche il 3-5% dell'importo erogato per il mutuo.
    Per contrastare la riduzione della marginalità del business, le banche sono ormai pronte a caricare costi che all'apparenza possono sembrare di poco conto, ma che, mese dopo mese, diventano cifre importanti nell'arco dei 20 anni.
    Intesa Sanpaolo prevede, ad esempio, 4 € di spese mensili per l'incasso della rata, anche quando le rate vengono addebitate su un conto corrente aperto presso la stessa banca.
    Credit Agricole arriva ad addebitare per ogni rata 4,75 € come spese amministrative.
    Un importo che nell'arco di 20 anni equivale nel complesso a un esborso, per il mutuatario, di 1.140 €.
    Non sono briciole.

    Non è allora facile orientarsi in questa giungla.
    Anche perché le banche possono cambiare le carte in tavola nel corso dell'iter dell'operazione.
    Ma occorre prestare massima attenzione e tener conto anche delle somme richieste alla spicciolata, che rischiano di passare inosservate ma che alla fine dei conti pesano!
  • 7 - QUANDO LA TECNOLOGIA SPOSA LA SALUTE

    La pandemia ha dato risalto alle potenzialità espresse dal mondo delle società biotech, attive in prima linea nello sviluppo del vaccino, ma anche nel campo della diagnostica d'avanguardia (basti pensare ai tamponi rapidi), nonché della robotica applicata alla medicina.
    E non è tutto.
    Nella necessaria riprogrammazione di molte delle nostre quotidiane attività, anche la telemedicina e gli e-commerce sanitari hanno conosciuto un rapido sviluppo nel corso dello scorso anno.

    Vediamo allora assieme questi nuovi aspetti di tecnologia applicata al campo della salute, tema che già da anni è presente nei portafogli delle principali case di investimento. 
    E' necessaria infatti un'ottica di lungo periodo quando si valuta il tema del biomedicale, ma già ora si possono intuire i trend del futuro. 
    Nel campo della diagnostica, la mappatura del genoma umano è un'attività sempre più rilevante; il costo del sequenziamento è passato, nel giro di 15 anni, da 100 milioni a 1.000 $, con la prospettiva di arrivare a breve ad essere un esame "di routine" dal costo di 2-300 dollari.
    Un qualcosa di rivoluzionario, inimmaginabile fino a pochi anni fa. 
    Tanto per cambiare, un centro nevralgico in quest'ambito sarà la Cina, che già oggi accentra il 20% di tutti i dati relativi al DNA a livello mondiale.
    In Italia abbiamo invece Diasorin, che ha conosciuto la notorietà di Piazza Affari nel 2020, grazie al +300% del fatturato ottenuto dalla vendita dei test molecolari.
    Come si declina invece la robotica, quando incontra la sanità?  
    La società danese Uvd Robotics si è affermata come leader mondiale durante la pandemia, grazie ai suoi robot che sterilizzano gli ambienti ospedalieri tramite i raggi UV, in grado di annientare virus e batteri. 

    La crescita nel settore sanitario sarà poi trainata dallo sviluppo della telemedicina e di dispositivi medicali interconessi, che favoriscono l'aderenza al piano terapeutico di ogni paziente.
    Pensa che sono già stati messi a punto contenitori di farmaci che suonano se ci si dimentica di assumerli!
    Allo stesso tempo offrono nuove possibilità di raccolta dei dati su base continua e a costi contenuti, aiutando così la comunità medica a diagnosticare e trattare le patologie in modo più tempestivo. 
    Questo settore è stato identificato con l'acronimo HealthTech, e il suo fatturato potenziale, solamente in Europa, è stimato di oltre 150 miliardi di $.

    A spingere in questa direzione concorrono diversi dati di fatto, come l'invecchiamento della popolazione e la crescente penetrazione di Internet nella quotidianità di ognuno di noi, oltre alle carenze della sanità pubblica che aprono spazi sempre più ampi per la crescita di operatori privati, pronti a "tappare i buchi" e a macinare, di conseguenza, utili. 
    Per un'appropriata diversificazione dei propri investimenti non può allora mancare una posizione attiva su questi temi, che sempre più faranno parte del nostro presente, e soprattutto futuro.
  • L'avrai probabilmente sentito al telegiornale nei giorni scorsi.
    Mercoledì è morto in carcere a 82 anni Bernie Madoff, probabilmente il più grande truffatore della storia.
    Nel 2009, Madoff si dichiarò colpevole di una frode che ha colpito qualcosa come 37.000 persone in 136 Paesi, nell'arco di 4 decenni fino alla fine del 2008.
    Tra le vittime del suo Schema Ponzi, anche personaggi molto famosi come il regista Steven Spielberg e l'attore Kevin Bacon.

    Nella mia prossima 7Nin7M ti parlerò allora, tra le altre cose, della gigantesca truffa architettata da Madoff negli anni, per farti anche comprendere su quali aspettative fanno tipicamente leva le truffe finanziarie.
    Sempre nella mia prossima newsletter, tratterò anche di sostenibilità nel mondo degli investimenti, e delle domande che più spesso mi sento fare in merito ad un Piano di Accumulo del Capitale.

    Ti auguro un piacevole fine settimana!
    Un caro saluto.

    Davide