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www.davideberto.it2021-06-23
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    Cosa ci raccontano i mercati finanziari un anno dopo la forte correzione legata allo scoppio della pandemia?
    L'anniversario del crash più veloce e forte della storia, ci dice che il recupero messo poi a segno dai mercati è stato qualcosa di impressionante.
    L'indice azionario S&P 500 americano ha toccato il fondo il 23 Marzo 2020, scendendo dal massimo di metà Febbraio del 34%.
    Cos'è successo poi?
    Da Marzo a Giugno ha fatto segnare un +43%.
    Da Marzo a Settembre un +47%.
    Da Marzo 2020 a Marzo 2021 addirittura un +80%.
    Nessuno si aspettava una ripresa di questo tipo.

    Performance incredibili che non devono tuttavia abbagliare e distrarre dagli obiettivi di ognuno e dal metodo d'investimento che non deve farsi condizionare dagli eventi.
    La logica, come sempre, non è quella di indovinare i cavalli, come alle corse, ma di lavorare diversificando i rischi e costruendo un percorso di pianificazione e di investimento quanto più efficiente.
    Una costruzione mirata e funzionale del portafoglio d'investimento (asset allocation) resta la risposta corretta alla maggior parte delle domande che possiamo porci.
    Adeguare poi l'asset allocation stessa sulla base del profilo di rischio di ognuno, del proprio stadio di vita e del conseguente arco temporale, resta il compito principale della consulenza finanziaria.
    Ricordalo.
    Molto più che giocare a Monopoli, comprando Piazza della Vittoria perché ha ottime prospettive, e vendendo Vicolo Stretto alla luce di stime negative da parte degli analisti...

    Ti invito a rileggere queste righe quando in futuro il mercato soffrirà nuovamente.
    Sì, perché fidati, capiterà di nuovo.
    Buona lettura!
  • 1 - FACILE PER TE, CHE SEI DEL MESTIERE

    Mi occupo di finanza personale ormai da 13 (dei miei 40 ...) anni.
    In tutto questo tempo ho sentito spesso ripetere da amici e conoscenti un refrain che non sono mai stato capace di smontare.
    Per tanti, il fatto di lavorare in questo mondo è sinonimo di sapere come vanno le cose, di conoscere le "giuste dritte", di poter dedicare il tempo che loro non hanno alla gestione del denaro, di muoversi con quella tempestività a loro sconosciuta.

    Insomma ... facile far soldi per te che sei del mestiere!!! ...

    Dietro a questa radicata convinzione c'è uno dei motivi principali per cui in questo Paese gli avanzamenti di cultura e consapevolezza finanziaria appaiono impercettibili.
    E la cosa più grave è che queste osservazioni arrivano spesso da persone di cui ho stima, e che hanno una posizione professionale, nonché un'intelligenza, di buonissimo livello.
    Eppure niente, da qui non ci si schioda.

    Consapevole e dispiaciuto di questo, due cose veloci te le dico ugualmente.
    Studiare e approfondire strumenti e mercati finanziari diverse ore al giorno, tutti i giorni, non mi rende affatto in grado di sapere cosa faranno in futuro.
    Sbagliano ripetutamente i migliori gestori e asset manager al mondo, figuriamoci il sottoscritto.
    Non ho alcuna dritta da nessuno, non saprei proprio a chi rivolgermi per questo.
    Né dedico tempo (che non ho) a scovare irripetibili buy opportunities (opportunità di acquisto) che, vi stupirò, nessuno mi ha mai svelato in quanto "uomo di finanza".

    Vuoi sapere cosa veramente faccio con i miei soldi?
    Niente, se prima non ho ben chiaro a che cosa mi serviranno in futuro.
    Poi, siccome a necessità, vizi e capricci quotidiani della mia famiglia basta (per fortuna) il reddito prodotto, il mio denaro lo faccio comodamente stare in soluzioni finanziarie orientate al lungo termine.
    Perlopiù azionarie per quanto mi riguarda.
    Ben selezionate, e soprattutto ben diversificate.
    Quando pertanto mi chiedi di darti una dritta su un titolo e non te la do, non è per gelosia, ma è che realmente non so nulla (o quasi) di singoli titoli.

    Non ho finito.
    Quando il mercato sale (e in questi anni lo ha fatto spesso), non mi precipito a capire cosa vendere e dove mettere quel denaro.
    Mi mangio una caramella alla menta e continuo a pensare per quale preciso motivo ho investito i miei risparmi.
    Allo stesso modo, quando il mercato scende, non inizio a imprecare e a prendermela con il mondo e le sue ingiustizie (cosa che faccio tutte le volte in cui la mia squadra del cuore non mi da soddisfazione).
    Mi affido, più semplicemente, a quello che ho studiato: osservo con lucidità cosa succede, impostando strategie e comportamenti automatici che mi aiuteranno a metter da parte le emozioni e a fare le cose giuste.

    Ecco cosa faccio.
    Niente di più e niente di meno.
    Certamente niente di straordinario.
    Ma spesso la gente non ha voglia di arricchirsi con pazienza, applicando delle regole pigre e pure noiose, se vogliamo.
    Meglio pensare che servano segreti e scorciatoie inaccessibili.
    Rendono tutto meno amaro quando, alla fine, si fanno i conti.
  • 2 - LE SFIDE DELL'INVESTIRE BENE

    Nella mia precedente 7Nin7M ti ho parlato del patrimonio, in Italia, investito in attività finanziarie, e ti ho spiegato come quel patrimonio sia cresciuto molto, molto poco rispetto a quanto fatto in altri paesi negli ultimi anni.
    Era la notizia numero 1, dal titolo Noi siamo quelli che... se vuoi rileggerla.
     
    Oggi la parte più liquida del risparmio italiano rappresenta circa 1/3 delle attività finanziarie delle famiglie, e supera in valore assoluto addirittura il PIL della Spagna.
    In sostanza, molti italiani hanno scelto di risparmiare e di non spendere in consumi, senza però canalizzare quel risparmio verso soluzioni di investimento magari meno liquide, ma in grado di generare ritorni più interessanti nel medio/lungo periodo.

    Ma che cosa rende così difficile investire bene, ovvero in modo consapevole e con un orientamento di lungo periodo?
    Ecco le principali cause di tutto questo:
    - Disponibilità finanziarie contenute, che fanno scartare gli investimenti perché ritenuti economicamente insostenibili e non accessibili a tutti.
    - La volatilità dei mercati, cioè la naturale tendenza dei prezzi delle attività finanziarie a oscillare intorno al loro valore medio.
    Se il mercato si comportasse in modo regolare sarebbe ovviamente più semplice capire il momento opportuno per investire.
    - L'emotività che, come dimostra la finanza comportamentale, può portare a scelte irrazionali quali investire "con lo specchietto retrovisore", "avversione alle perdite" ed "effetto gregge".
    - La tentazione di fare market timing, ovvero cercare di prevedere i movimenti futuri dei mercati nel tentativo di entrarvi e uscirvi nel "momento giusto", correndo il rischio di acquistare quando i prezzi sono più alti e di vendere quando il mercato scende.
    - La poca confidenza con i mercati finanziari e con gli strumenti di investimento che rende difficile mettere a punto una pianificazione di tipo finanziario.

    Ma una soluzione, anche molto semplice, a tutto questo c'è.
    Eccome se c'è...
    Te ne parlerò tra due settimane, Venerdì 16 Aprile, nel prossimo numero della mia 7Nin7M.
  • 3 - BORSE E VACCINI

    Te lo dico subito: se pensi che il settore farmaceutico sia la gallina dalle uova d'oro del 2021, dovresti rivalutare la tua posizione. 
    Vero è che i vaccini anti Covid stanno dando un forte impulso al mercato, con un giro d'affari stimato di 60-80 miliardi di $ nel corso di quest'anno.
    Si tratta però di una fiammata destinata ad esaurirsi in breve tempo, considerando l'immunità di gregge globale prevista per il 2023.
    A regime arriveranno allora a valere quanto il mercato dei normali vaccini anti influenzali, ovvero 5-10 miliardi l'anno.

    Ciò non significa che gli strumenti che puntano sulla salute debbano essere dimenticati in un'ottica di lungo periodo, anzi, ci sono altri motivi per continuare a guardare a questo settore. 
    Il primo è legato alle attuali valutazioni. 
    Mentre l'indice Morningstar Global Market ha guadagnato il 7,3% da inizio 2021, il paniere Global Healthcare ha segnato un +2,5%, e il Biotech è addirittura in negativo del 4%, lasciando quindi interessanti margini di recupero per il futuro. 

    Dal lato operativo non va poi dimenticato che, in tempi normali, lo sviluppo di un antivirale richiede in media 12 anni: la velocità con cui il settore ha dato risposte alla crisi pandemica fa ben sperare per il futuro, anche per contesti patologici più tradizionali. 
    Già da tempo le aziende farmaceutiche stavano lavorando su segmenti che prevedono investimenti e risultati di medio-lungo periodo, come le cure oncologiche, un comparto decorrelato dai classici driver che animano i mercati finanziari, e che può quindi dare una valida diversificazione ai portafogli degli investitori. 

    Anche la spesa sanitaria pro-capite è vista in aumento del 2,7% annuo, arrivando a rappresentare il 10% del PIL entro il 2030, rispetto all'8,8% del 2018.
    Non è poi da trascurare l'aspetto di sostenibilità ESG: i prezzi dei vaccini contro il Covid sono stati mantenuti ad un livello globale accessibile (16$ a trattamento che dovrebbero arrivare a 12$ nel 2022), anche perché alcune aziende, come AstraZeneca e Johnson&Johnson, si sono impegnate nella ricerca e produzione senza scopo di lucro, dando nuova credibilità ad un settore, in passato, non molto ben visto.

    Per quanto riguarda le ripercussioni borsistiche dello sviluppo del vaccino, le principali categorie che si sono mosse sono state le big pharma e le società biotech.
    Nel 2020 il settore farmaceutico tradizionale ha performato meno dell'indice azionario americano S&P500: un +13% a fronte di un +18%.
    Il Nasdaq Biotech è invece salito circa del 30% nello stesso periodo, confermando la maggior correlazione del settore con lo sviluppo del vaccino. 
    In particolare sono state infatti le aziende biotecnologiche (come Moderna, Biontech, Novavax) a veder balzare in alto le loro quotazioni, con performance stellari nell'ultimo anno.
    I titoli hanno però già corso molto. 

    Difficile allora scegliere il singolo titolo su cui puntare, per non rischiare di rimanere scottati nonostante le ottime prospettive del mercato: rimane sempre valido il principio di accurata diversificazione anche all'interno di uno stesso settore, come in questo caso è quello farmaceutico. 
    Una diversificazione che può essere implementata e seguita al meglio da investitori professionisti quali sono i gestori di fondi, ai quali ti invito sempre far riferimento nella scelta dei tuoi investimenti. 
    Sono naturalmente a tua disposizione per valutare assieme le soluzioni (in passato) più performanti, e adatte ai tuoi personali obiettivi!
  • 4 - SIGNORE E SIGNORI: IL TESTAMENTO!

    Gli ultimi dati Istat descrivono un quadro che conferma un dato ormai acquisito: la scarsa propensione degli italiani alla pianificazione patrimoniale successoria.
    Perché sono scaramantici? Sì, può essere.
    Perché sono fatalisti? Mah sì, può essere.
    O perché sono pigri? Anche, può essere.
    Tutti motivi plausibili, ma aggiungerei anche: forse non sono sufficientemente informati sui vantaggi e gli svantaggi?
    Già, forse sì...

    Che cos'è allora il testamento?
    Il testamento è un atto con il quale ciascuno può decidere il destino del proprio patrimonio nel futuro, quando non ci sarà più.
    Pensa che già oltre duemila anni fa, gli antichi Romani lo avevano regolamentato e utilizzato, ed è arrivato intatto sino ai giorni nostri.

    Ma quali utilità si possono ricavare da un (buon) testamento?
    - Destinare il mio patrimonio come voglio io;
    - evitare liti tra eredi;
    - ottimizzare la fiscalità successoria;
    - avvantaggiare le persone che ritengo più meritevoli;
    - destinare somme o capitali anche a soggetti esterni alla famiglia.
    E' molto semplice comprendere, al contrario, le conseguenze legate alla mancanza del testamento: aggiungi la parola "non" ad ognuna delle utilità di cui sopra...
    E' abbastanza chiaro?
  • 5 - TAGLIO IL DEBITO O INVESTO PIANIFICANDO?

    Supponiamo di trovarci, a un certo punto della nostra vita, con una discreta somma a disposizione e di dover decidere come impiegarla.
    Una cosa è certa: mantenere troppi soldi in conto corrente è controproducente, visto che nel tempo il potere d'acquisto calerà inesorabilmente a causa dell'inflazione, e considerati anche i costi bancari di tenuta conto sempre più elevati. 

    Quale è allora la miglior destinazione per questo denaro? 
    Si può scegliere di ripagare, in tutto o in parte, il mutuo stipulato a suo tempo per acquistare casa, o il finanziamento fatto per l'acquisto dell'automobile.
    Oppure, al contrario, si può scegliere di investire quella somma. 

    Prima di addentrarsi nella questione, va considerato un aspetto molto importante: la disponibilità e la capacità di assumersi dei rischi, insite in ognuno di noi.
    Più si è giovani, più l'orizzonte temporale di riferimento può essere lungo.
    Questo permette di mitigare i rischi stessi e di recuperare nel tempo eventuali perdite che si potrebbero realizzare durante il percorso. 
    Ci sono poi inclinazioni personali e situazioni lavorative, o familiari, che incidono sulla propensione al rischio di ognuno di noi.

    Tornando alla questione iniziale, due sono gli accorgimenti validi  per ogni situazione: liberarsi dai debiti che costano troppo in termini di interessi, e tenere sempre un fondo di emergenza per le spese impreviste. Possiamo quantificarlo, a mio avviso, in almeno 3-4 stipendi.
    Ma forse anche qualcosa in più.

    Guardiamo ora più da vicino le due possibili alternative: ripagare il mutuo o investire in Borsa?
    Nel caso in cui si abbia poca disponibilità o possibilità ad assumerti dei rischi finanziari, allora estinguere o ridurre il mutuo può essere una buona scelta, anche per un fattore psicologico, visto e considerato che i debiti non piacciono a nessuno.
    In questo modo si potrà ottenere anche una maggiore disponibilità di reddito futura, poiché la rata sparirà, o calerà significativamente. 
    Un consiglio che ti lascio, qualora scegliessi questa direzione, è quello magari di avviare, se possibile, contemporaneamente un piano di accumulo, un PAC, per accantonare ancora mensilmente una cifra, così come già facevi con il pagamento della rata del mutuo.
    Questo ti permetterà di costruirti nel tempo un "tesoretto" di risparmi a cui attingere per progetti e sogni futuri.

    Se invece, investendo, si ritiene di poter ottenere un rendimento superiore al tasso che si corrisponde per il mutuo o per il finanziamento, allora l'investimento finanziario può essere la strada giusta da seguire.
    Solitamente, infatti, i mercati azionari producono un rendimento di gran lunga superiore ai tassi passivi applicati ai mutui ipotecari, sempre considerando il corretto orizzonte temporale (5-10 anni). 

    La scelta va fatta comunque con ponderazione, ricordando che la volatilità sempre sarà presente, ed è pertanto concreta la possibilità di conoscere delle perdite in corso d'opera. 
    Anche in questo caso allora, la buona Consulenza di un Professionista del risparmio può essere di grande aiuto per fare la scelta migliore.
    Parliamone assieme se ti ritrovi in questa situazione!
  • 6 - NON DORMIRE SULLE POLIZZE!

    Sembra impossibile anche a te che qualcuno si dimentichi di aver sottoscritto una polizza, o quantomeno si dimentichi di comunicarlo al beneficiario, o ai beneficiari designati?
    Eppure, da una recente verifica, sono risultate migliaia le polizze che fanno capo a persone decedute, per le quali nessun beneficiario si è ancora fatto avanti nel reclamare l'importo.
    L'Ivass, Ente di Vigilanza sulle Assicurazioni, ha infatti incrociato i codici fiscali dei 23 milioni di titolari di polizze vita e infortuni con i dati dell'Anagrafe Tributaria, scoprendo che ben 332mila di loro sono passati a miglior vita, senza che i beneficiari (spesso gli eredi legittimi, ovvero coniuge e/o figli) si siano palesati. 
    In questa massiccia analisi sono state considerate tutte le Compagnie Assicurative italiane, e anche 14 con sede all'estero.
    Si tratta di un dato molto, molto rilevante.
    L'attività dell'Authority assume allora una rilevanza strategica anche per evitare che le polizze vengano riversate all'apposito fondo per i rapporti dormienti, cosa che accade 10 anni dopo la loro scadenza naturale, o il verificarsi dell'evento assicurato (la morte in questo caso). 
    In futuro questi controlli incrociati diventeranno automatici, con un collegamento diretto tra le Compagnie Assicurative e l'Anagrafe della Popolazione Residente, giunta quasi al compimento. 

    Nel frattempo è buona norma abbandonare la riservatezza (e la scaramanzia anche...) che caratterizza noi investitori italiani, spesso restii a comunicare a figli o nipoti di aver effettuato un investimento di tipo assicurativo che li vede come beneficiari caso morte
    Sono certo che nemmeno tu desideri che i frutti dei tuoi sudati risparmi vadano un giorno dispersi perché nessuno sa di doverli reclamare.
    Vero?
  • 7 - IL BUSINESS ORA E' SUI JET SUPERSONICI

    Volare da Londra a New York in 3 ore e 1/2.
    Da Los Angeles a Tokyo in 5 ore.
    Da Singapore a Dubai in 4.
    Mentre il mondo attende di volare senza restrizioni e quarantene, tornano d'attualità i voli supersonici e, con essi, gli investimenti di fondi e banche d'affari.

    L'ultimo caso è Amex Ventures, la divisione di Venture Capital di American Express.
    La società americana delle carte di credito ha giocato le sue fiches puntando su Boom Supersonic, la start up di Denver che sta sviluppando Overture, l'aereo supersonico da 55 posti, capace di volare fino alla velocità di Mach 2.2 (2.300 km/h), con un'autonomia di 8.300 km.
    Un progetto ambizioso che punta ai primi voli commerciali nel 2030.
    Per rendere possibile questo progetto è stato ingaggiato l'ex CEO di Boeing, Phil Condit.

    Chi invece ha già cominciato a commercializzare i primi jet supersonici è Aerion, piattaforma a cui collabora il produttore americano Boeing: qualche giorno fa ha annunciato l'accordo con NetJets, la società di jet privati della Berkshire Hathaway di Warren Buffett, per un ordine di 20 aerei supersonici AS2.
    I primi esemplari saranno prodotti in Florida nel 2023, e con questo ultimo accordo il portafoglio ordini di Aeron sale a 300 velivoli per un valore di 10 miliardi di dollari.

    Alla ripresa dei voli supersonici sta contribuendo anche un'altra start up americana, Spike Aerospace con sede a Boston, che ha da poco presentato le immagini degli interni della cabina del suo superjet Spike S-512 Supersonic.
    Con la capacità di trasportare 18 passeggeri, il jet sarà in grado di volare alla velocità di Mach 1.6, ovvero 1.906 chilometri orari, quasi due volte la velocità dei comuni jet commerciali subsonici (0.85 Mach poco più di 1.000 km/h).
    Sarà possibile raggiungere Londra da New York, o Dubai da Hong Kong, in circa 3 ore e 1/2, contenendo i gradi del rumore e con zero emissioni di carbonio.
    Il piano del fondatore e CEO di Spike Aerospace è quello di avere il primo prototipo l'anno prossimo, e dopo la certificazione il primo aereo potrebbe essere pronto per la consegna nel 2028.

    Ricordi il Concorde?
    Sono già passati 18 anni da quando il jet commerciale più veloce del mondo ha messo a terra la sua iconica e lussuosa flotta supersonica, dopo 27 anni passati a trasportare passeggeri tra Londra e Parigi, e New York in 3 ore.
    Da quando è stato ritirato, per l'aviazione civile non è stato più possibile volare alla velocità del suono.
    Ora il mercato dei jet supersonici è in ripresa, e tutti i principali produttori collaborano a una piattaforma: Lockheed, Boeing, Airbus e General Dynamics.
    Si stima che il settore abbia spazio per crescere anche per la lentezza con cui l'aviazione commerciale sarà in grado di riprendersi dopo la pandemia.
    Ne gioveranno anche i rispettivi titoli quotati nei mercati regolamentati?
  • Nella prossima 7Nin7M datata 16 Aprile, ti parlerò, tra le altre cose, di che costi vanno approfonditi oggi in caso di stipula di un mutuo, di ribassi negli investimenti e di profitti conseguenti, di tecnologia e investimenti finanziari applicati alla salute.

    Doverosamente concludo augurandoti una Serena Santa Pasqua!
    Un caro saluto,

    Davide