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www.davideberto.it04-09-2026
  • A CHE SERVE ANCORA UN CONSULENTE FINANZIARIO NELL'ERA DELL'AI?

    Sempre più l'intelligenza artificiale sta permeando le nostre vite, tornandoci utile in molte cose: ci aiuta a scrivere una mail, pianificare un viaggio, cercare un negozio, anche organizzare una cena...
    Da qualche tempo l'AI (o IA) serve anche a chiedere consigli finanziari, tanto che, secondo una recente indagine, quasi un americano su due ne fa uso per capire come investire i propri risparmi.
    Difficile biasimare questi americani: chiedere a un chatbot è piuttosto semplice, immediato, accessibile in ogni istante e spesso gratuito, o, comunque, abbastanza economico.
    In pochi istanti si ottengono spiegazioni, si possono confrontare più strumenti di investimento e chiarire dubbi che, fino a pochi anni fa, sarebbe stato difficile fugare.
    La domanda nasce così spontanea: ma se l'AI è così veloce, precisa e accessibile, a cosa serve ancora un Consulente Finanziario?
    D'accordo, la presenza umana non potrà mai essere sostituita da una macchina tecnologica.
    Questa risposta certamente contiene del vero, ma sta diventando un pò scontata, obsoleta, ridondante.
    La questione è, a mio avviso, molto più articolata.
    Per questo, con piacere, la voglio approfondire in questa mia 4 Minuti, anche per far emergere almeno 3 motivi sulla base dei quali ritengo di gran lunga preferibile scegliere un Professionista in carne e ossa.

    1. LA SCOPERTA DEI BISOGNI
    Il bravo Consulente non serve tanto a fornirti la risposta migliore, ma, prima di tutto, deve far emergere quei bisogni, quelle esigenze che non sai di avere.
    Il Consulente ti serve ad avviare un processo di scoperta.
    A trovare ciò che ancora non gli hai raccontato, non tanto perché glielo vuoi nascondere, ma perché, nella maggior parte dei casi, ritieni che possa essere una cosa poco rilevante.
    Mentre l'AI lavora sulle informazioni che riceve, il Consulente lavora su quelle che gli mancano.
    Ed è una differenza enorme.
    Chi entra nello studio di un Professionista convinto forse di strappare il miglior tasso d'interesse possibile (come se questa cosa dipendesse dal Consulente...), dovrebbe uscire dopo aver scoperto una protezione assicurativa insufficiente, una voragine previdenziale trascurata, un rischio patrimoniale mai preso in considerazione, o una strategia di investimento prima sconosciuta.
    Per andare in questa direzione, il Consulente pone al cliente domande precise, necessarie, anche scomode se vogliamo.
    Tutto questo mentre spesso si fanno domande all'AI non tanto per imparare, non per cambiare, non per mettersi in discussione, ma quasi sempre per ricevere la conferma di quanto buone siano le nostre convinzioni e i nostri pregiudizi.
    E la macchina restituisce esattamente questo, senza alcuna intenzione di scardinare ciò che ha portato una persona a chiederle un suggerimento.

    2. LA QUALITA' DELLA DECISIONE
    Quando ci si interfaccia all'AI e si ottengono delle risposte, quel feedback prende inevitabilmente in considerazione le sole informazioni che l'utente gli ha fornito.
    Informazioni che troppo spesso sono limitate e superficiali.
    Quando si chiede dove e come investire una somma di denaro, si dimentica di comunicare all'AI la presenza eventuale di figli, genitori, suoceri o altre persone a carico.
    Se si è sposati o conviventi.
    Se ci sono in essere degli altri investimenti.
    In quale contesto professionale si opera.
    La propria situazione previdenziale e via di seguito.
    Il problema è legato proprio al fatto che difficilmente l'investitore sa quali siano le informazioni veramente rilevanti, e trascura di prenderle in considerazione e comunicarle nella richiesta che avanza al chatbot.
    Per questo, la qualità della risposta fornita dall'intelligenza artificiale può essere tecnicamente inappuntabile, ma rimanere allo stesso tempo parziale e slegata dal contesto in cui vive chi la ricerca.

    3. UN PERCORSO COERENTE
    Occorre inoltre prendere in considerazione il fatto che le decisioni finanziarie competono tra loro.
    Questo perché le risorse che le famiglie dispongono sono limitate, e ogni euro destinato a una funzione per forza di cose non può soddisfarne un'altra.
    Le decisioni finanziarie non sono compartimenti stagni: ogni scelta ha un costo-opportunità di cui essere consapevoli, e che richiede di stabilire una gerarchia.
    Ancora più che decisioni giuste in assoluto, conta prendere decisioni giuste in quel momento.
    Rispetto agli obiettivi e alle priorità individuate, soggettivamente incontestabili.
    In altri termini il punto non è tanto cosa fare, ma cosa fare come prima cosa, e perché farlo proprio adesso.
    Con il risparmio di cui si dispone, ha più senso investire liberamente o vincolare quel risparmio nel proprio fondo pensione?
    Conviene prima occuparsi del ribilanciamento del portafoglio in un particolare momento di mercato, o dedicarsi alla messa in sicurezza del portafoglio a fronte di un possibile imprevisto?
    E' questo il momento di pianificare il passaggio generazionale, o esistono priorità più urgenti che si faticano a scorgere?
    Tutte queste domande non cercano la risposta tecnica che l'AI è perfettamente in grado di fornire.
    Cercano una sistemazione, un ordine, qualcuno che ti aiuti a stabilire quali sono le priorità.
    In questo consiste il vero significato della pianificazione: non sommare decisioni corrette, ma costruire un percorso coerente nel quale ogni scelta trova il proprio posto.

    Per tutti questi motivi, voler mettere in competizione la persona con la macchina è fuorviante, miope, riduttivo.
    Più che stilare classifiche, diventa interessante comprendere le sinergie che il connubio può consentire di raggiungere.
    Da un lato, sfruttando la straordinarietà di una tecnologia che continua a stupire, dall'altro, guidando le persone in quel percorso che, al momento, nessuna macchina è programmata a fare.
    Rendere le due cose complementari e non esclusive, metterle insieme e non dividerle, porta a fare un grande salto in avanti.
  • Ti auguro un buon fine settimana e un buon proseguimento di questo mese di Settembre.
    Un caro saluto.

    Davide