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Il bravo Consulente Finanziario, quello che veramente ha a cuore i risparmi dei clienti, deve dedicare a mio avviso parecchio tempo
alla sua cultura e crescita professionale.
Deve documentarsi, deve leggere e trarre informazioni per capire come sta cambiando il nostro mondo, le nostre economie, e
anticipare, se possibile, trend e sviluppi futuri.
Io dedico diverse energie a questa personale formazione, e, ormai da tempo, la prima cosa che faccio al mattino quando arrivo in
ufficio, se non ho ovviamente appuntamenti fissati in agenda, è quella di leggere quotidiani o libri che ritengo interessanti o che mi
sono stati consigliati.

Proprio leggendo uno di questi libri, ho potuto capirne di più in merito ai Big Data, e alla loro applicazione nel settore dell'Agricoltura.
Big Data è un'espressione onnicomprensiva usata per indicare come le grandi quantità di dati digitali possono oggi essere usate per
capire, analizzare e prevedere in tempo reale delle tendenze.
L'ammontare di questi dati digitali è in continua, esponenziale crescita.
Occorre però saperli elaborare.
Molti accademici hanno paragonato i Big Data a una sorta di microscopio aggiunto a un telescopio.
Uno strumento quindi che consente di esaminare i dettagli minuscoli, un tempo inosservabili, con dei dati su una scala più ampia,
rivelando così correlazioni che in passato erano troppo distanti per poter essere notate.
I Big Data andranno a permeare settori della nostra vita che oggi non possiamo neppure immaginare.
Cambieranno ciò che mangiamo, come parliamo e dove poniamo anche la linea di demarcazione tra la nostra immagine pubblica e
quella privata.
E' solo questione di tempo.

Con la crescita della popolazione, che secondo le previsioni dovrebbe superare i 9 miliardi entro la fine del 2050 (oggi siamo in
7 miliardi e 93 milioni di persone al mondo), la quantità di cibo prodotto dovrà aumentare del 70% per evitare che il mondo diventi
ancora più affamato.
Questo dovrà avvenire nel pieno del mutamento climatico, con temperature in salita e con l'acqua potabile sempre più scarsa (il
70% dell'acqua dolce viene dedicata globalmente al settore agricolo).
La migliore speranza che si possa nutrire questo nostro mondo sempre più popolato viene dalla somma tra i Big Data e l'Agricoltura
per dare così vita all'Agricoltura di precisione.

Per millenni i contadini hanno lavorato usando una miscela di esperienza e istinto.
Per secoli le fasi lunari sono state considerate il più importante input scientifico nella lavorazione dei campi.
Dopo la seconda guerra mondiale, un periodo di innovazione scientifica e tecnologica ha dato il via alla cosiddetta Rivoluzione
Verde che ha incrementato sostanzialmente la produzione agricola, riducendo fame e povertà.
La Rivoluzione Verde ha introdotto nuove pratiche e tecnologie in fatto di sementi, irrigazione, pesticidi e fertilizzanti.
Gli agricoltori però hanno sempre seguito la tendenza a stabilire un calendario fisso per la semina, per la concimazione, per la
potatura e il raccolto, senza fare troppo caso alle cambiate condizioni del tempo, del clima, o ai piccoli cambiamenti in ciascun campo.
L'agricoltura pertanto come un'estensione dell'era industriale.

L'agricoltura di precisione raccoglierà e valuterà in tempo reale un enorme numero di dati relativi al tempo atmosferico, all'acqua, ai
livelli di azoto, alla quantità dell'aria, alle malattie.
Tutti elementi specifici non di ciascuna fattoria o ettaro di terreno, ma di ciascun suo centimetro quadrato.
I sensori infatti fiancheggeranno i campi agricoli, inviando dati su dati al cloud.
Questi dati verranno poi combinati con quelli provenienti dal Gps e dai modelli climatici.
Raccolte e valutate queste informazioni, gli algoritmi potranno generare una precisa serie di istruzioni per gli agricoltori su cosa fare,
quando e dove.
Le macchine agricole che si stanno producendo per il futuro assomigliano già oggi alla cabina di pilotaggio di un Boeing, con
interfacce grafiche per programmi software che girano su tablet nella linea visiva del contadino.
La macchina, il trattore, si muove non più in base a dove il contadino stesso la dirige con il volante, ma secondo le istruzioni che
arrivano dal software che la guida a distanza.
La macchina lavorerà i campi, e alcuni sensori attivi su di essa invieranno al sistema informazioni su informazioni che, girando per il
campo da lavorare, verranno continuamente assorbite e sommate a quelle recepite dai satelliti e dal suolo sottostante.
Da istinto ad algoritmo.
La macchina opererà con un livello di precisione in grado di superare i più sfrenati sogni degli agricoltori.
Quel trattore alla fine sarà in grado di percepire che cosa ciascun palmo di terra avrà bisogno, e manderà sottili getti di una miscela
fertilizzante confezionata su misura in base alle reali necessità di ciascuno di quei palmi di terra.
Anziché spandere sul campo una quantità fissa di fosforo o azoto, distribuirà la dose esattamente secondo necessità.

Le maggiori aziende al mondo oggi operanti nell'agribusiness sono colossi come Monsanto, DuPont e John Deere.
Monsanto, ad esempio, si è formata ben presto una solida convinzione sull'importanza dei Big Data lanciandosi in una frenetica
attività di acquisti da miliardi di dollari per comprare società di analisi dei dati agricoli.
Prima di essere stata acquisita lo scorso anno dal colosso farmaceutico tedesco Bayer, uno dei prodotti che Monsanto stava
cominciando a testare sul campo era FieldScripts.
FieldScripts è in grado di raccogliere informazioni su una data azienda agricola (confini dei campi, storia dei raccolti, risultati dei
test di fertilità...) suddividendone la superficie in varie piccole zone di gestione.
Un algoritmo raccomanda quindi le sementi specifiche e fornisce una prescrizione di semina (quando, dove, con che genere di
sementi, in quali quantità...) recepita dall'agricoltore attraverso un'app denominata FieldView.
I dati da FieldView verranno poi trasmessi a un grande macchinario "seminatore a tasso variabile", con una sorta di trattore al cui
traino stanno due pesanti ali d'acciaio in grado di distribuire la semente su un'area coltivabile ampia fino a un centinaio di metri.
All'interno è presente un monitor dettagliato e sofisticato quanto il pannello di comando di un aereo di linea.
Guidata dai dati la macchina getta i semi in modo personalizzato su ciascuna diversa zona di gestione.
Grazie a tutto questo e ad altro ancora, l'agricoltore potrà avere in futuro un aspetto e un tipo di lavoro più simile a quello di un
impiegato di ufficio, e dedicherà gran parte della sua giornata a compiti come l'integrazione dei dati e l'aggiornamento del software,
passando molto meno tempo quindi con le mani nel terreno.
Monsanto (ora in Bayer), DuPont e John Deere continueranno ad acquisire le start-up più promettenti, le "native" dell'agricoltura di
precisione, se riusciranno a mantenere la loro posizione avanzata in un campo in rapida trasformazione.

In tutto questo, l'agricoltura di precisione non si basa su sistemi di software da grandi aziende, di quelli che occupano enormi spazi.
Il software costoso si troverà infatti nel cloud e sarà accessibile con dispositivi economicamente abbordabili come smartphone e
tablet nella cabina di pilotaggio dei trattori.
I prezzi dell'hardware, compresi i sensori, caleranno nel tempo, e i costi reali riguarderanno le sottoscrizioni al software come
servizio, il contenuto dell'agricoltura di precisione.
Ci vorranno ancora degli anni perché tutta questa tecnologia entri nell'uso generale dei paesi ricchi del mondo.
Ma accadrà.
Non passerà poi molto tempo che possa raggiungere anche le zone in via di sviluppo e quelle di frontiera.
Il modello apparirà simile a quello della robotica, con alti iniziali anticipi di capitale che creeranno successivi risparmi compensativi
nelle future spese di gestione.
Con il diminuire del costo, le attrezzature saranno accessibili anche agli agricoltori nei paesi in via di sviluppo.
Pensiamo ad esempio all'India.
Nessun altro paese al mondo ha sofferto di più per mancanza di una modernizzazione agraria.
L'agricoltura in India è così difficoltosa, per gli alti costi, la scarsità d'acqua e per altri fattori, che si calcola siano 300 mila gli
agricoltori indiani che si sono tolti la vita negli ultimi vent'anni.
Il 25% degli affamati al mondo inoltre, stimati in 190 milioni di persone, vive in India dove la fame è la prima causa di morte nel paese.
Con la rapida crescita della popolazione, il compito di produrre maggiori quantità di riso, frumento e altri prodotti, continua a
diventare sempre più difficile.
L'agricoltura di precisione non porrà fine alla fame in India, né trasformerà le sue coltivazioni di sussistenza in dei seri agribusiness,
ma in un ambiente di scarsità potrà prendere quelle scarse risorse e ricavarne il massimo possibile.

L'agricoltura di precisione trasformerà l'attività agricola, portandola da settore da era industriale a impresa da era digitale.
Offrirà inoltre la prospettiva di ridurre significativamente l'inquinamento.
I fertilizzanti infatti producono ossido di azoto, un micidiale gas serra al livello del biossido di carbonio e del metano quanto a
negativo impatto sul clima.
L'eccesso di concimazione nei campi coltivati pompa ossido di azoto nell'atmosfera.
L'agricoltura di precisione offre una soluzione alternativa.
Anziché ricoprire un campo con una dose fissa di fertilizzante, pesticida ed erbicida, i nuovi dati permetteranno di ridurre in 
maniera significativa la quantità di sostanze chimiche che si immettono sui terreni agricoli, e questo a sua volta ne ridurrà la
quantità che finisce nell'acqua, nell'aria e nel cibo.
Usando gli input dei sensori locali per determinare esattamente la giusta dose di acqua e di fertilizzante da usare, l'agricoltura di
precisione promette di produrre più cibo inquinando di meno.
Tutto questo grazie all'aiuto dei Big Data.

Quello dell'innovazione è un tema a me caro, e mi appassiona molto anche in ambito lavorativo e professionale.
I miei clienti lo sanno.
Proprio di innovazione, di futuro, di opportunità da cogliere ho trattato anche in un recente articolo all'interno del mio personale
sito www.davideberto.it.
Il suo titolo è "Investire pensando e guardando al FUTURO!" e lo puoi leggere cliccando qui => https://bit.ly/2GsRojd
Big Data, Cloud, IA, IoT, Blockchain ... dovremmo abituarci a sentire e usare sempre di più questi termini.
Il mondo proseguirà a creare ricchezza in continuo aumento, e le nazioni e le aziende che lo faranno saranno via via diverse.
Questa ricchezza sarà prodotta anche, soprattutto, da aziende quotate in borsa, i cui titoli sono quindi acquistabili direttamente, o
indirettamente tramite soluzioni di investimento.
Aziende che produrranno utili, dividendi ai loro azionisti, facendo di conseguenza salire gli indici di mercato, che a loro volta
rifletteranno la crescita mondiale incorporando anche l'eventuale svalutazione monetaria.
Investire nelle borse mondiali e nei trend futuri sarà quindi la migliore assicurazione per il proprio benessere finanziario.
L'investimento più sicuro, redditizio e protetto per il lungo, lunghissimo termine.
Investire nel futuro per creare e ottenere valore e performances non sarà diverso rispetto a quanto accaduto in passato.
Sappiatelo quindi.
E raccontatelo magari ai vostri figli e ai vostri nipoti.

Buon 1^ Maggio e buon proseguimento di settimana!